Decathlon CMA CGM, Tiesj Benoot difende e avvisa Paul Seixas: “Lasciamo che si goda questo momento, altrimenti non avrà una carriera lunga”

Tiesj Benoot pronto a proteggere Paul Seixas fuori dalla bici e al Tour de France 2026. L’esperto corridore belga è arrivato quest’anno alla Decathlon CMA CGM per giocarsi maggiormente le sue carte, ma anche per essere un elemento importante al servizio del prodigio transalpino, attorno al quale è ideato e costruito il nuovo ciclo della squadra (tanto che al momento dell’annuncio del nuovo sponsor, quando aveva appena 18 anni,  si era chiaramente parlato della vittoria al Tour 2030 come obiettivo). Il suo ruolo sarà quello di affiancarlo in bici, in pianura e parzialmente in montagna, ma anche di consigliarlo e cercare di difenderlo dalle pressioni esterne, e forse anche da quelle che si mette da solo colui che è stato definito il teenager più forte di sempre.

Una pressione che può essere schiacciante, come Benoot ben sa avendo peraltro vissuto già una situazione in qualche modo simile, con l’esplosione di Jonas Vingegaard in quella che ora è la Visma | Lease a Bike. “Quando sono entrato in squadra nel 2022, Jonas non aveva ancora vinto il Tour, ma era già arrivato secondo. Aveva un’idea molto più chiara di dove si trovasse. Con Paul, invece, è ancora tutto un grande punto interrogativo – ha spiegato a Het Laatste NieuwsQuello che quel ragazzo riesce a fare è straordinario. Non mi confronto con un corridore come Paul durante gli allenamenti, proprio come non ho mai fatto con Jonas. Sono corridori che hanno molto più talento e sono tipi di corridori diversi, sarebbe stupido misurarmi con loro. Avrebbe l’effetto opposto”.

Dopo un inizio di stagione difficile, complicato da una ernia che lo ha costretto a saltare sei mesi di gare, fino all’esordio avvenuto al Giro di Svizzera la scorsa settimana, il corridore fiammingo ha subito mostrato una buona gamba e sembra confermato che potrà dunque essere alla Grande Boucle al fianco del giovane capitano. Un ruolo che è pronto a sostenere, mettendolo tuttavia in guardia dai pericoli che questo esordio porterà con sé. “Credo che possa arrivare tra i primi cinque, o addirittura sul podio, ma deve farlo senza pressioni. Lasciamo che si goda questo momento, altrimenti sarà difficile per lui avere una carriera lunga“.

Innegabile il talento di Seixas, ma va rispettato il suo essere giovane, un fattore che può essere anche un vantaggio se non viene schiacciato dalle aspettative: “È un corridore speciale e nessuno sa dove siano i suoi limiti. Non lo sa nemmeno lui. È proprio questo il bello”. Bisogna però ricordarsi che per quanto le sue prestazioni siano state straordinarie sinora, al momento Pogacar ha mostrato di essere comunque ampiamente superiore: “Penso che in Francia a volte ci si dimentichi che Pogacar ha semplicemente staccato Paul alla Liegi-Bastogne-Liegi […] È estremamente incoraggiante che un diciannovenne riesca a stare al passo con Pogacar sulla Redoute, ma non è assolutamente uno dei favoriti per il Tour“.

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